domenica 28 luglio 2013

Recensione: "Il pianeta dei venti" di George R. R. Martin e Lisa Tuttle


Titolo: Il pianeta dei venti

Autore: George R. R. Martin e Lisa Tuttle

Editore: Mondadori

Prezzo: 14,00

Data di uscita: 18/09/2012










Trama: "Il pianeta dei venti" è abitato dai lontani discendenti di astronauti terrestri lì naufragati molti secoli addietro. Abitano le miriadi di isole che costituiscono le terre emerse del pianeta, e solo pochi di loro hanno la possibilità di usare delle specie di ali che permettono loro di planare sulle correnti. Con il tempo si è costituita una classe a sé stante che detiene il potere di volare e le ali stesse. Maris non appartiene alla classe eletta, è un'orfana figlia di pescatori che vive raccogliendo telline sulla spiaggia, ma ha un sogno: diventare una "volatrice" e far sì che la società del pianeta dei venti non sia più classista e maschilista, ma che la possibilità di imparare a usare le ali sia aperta a tutti...


Recensione: Non tutti sanno che George R. R. Martin, scrittore dell’ormai famosissima serie fantasy “Le cronache del ghiaccio e del fuoco” è anche un acclamato autore di numerosi libri di fantascienza.

“Il pianeta del venti”, scritto a quattro mani con Lisa Tuttle, è ambientato su in lontano e vasto pianeta ricoperto principalmente dagli oceani. Gli insediamenti umani sono sparsi qua e là sulle varie isole del globo, battuto perennemente da fortissimi venti.
Nessuno sa di preciso quanti secoli siano trascorsi da quanto un’astronave approdò su quel pianeta un tempo disabitato, ma ogni abitante delle isole che lo compongono conosce la storia secondo cui gli astronauti, dopo essersi resi conto che la loro nave era ormai solo un relitto e che non avrebbero più potuto viaggiare attraverso lo spazio, costruirono con la lamiera del veicolo delle ali, con cui i volatori, individui scelti per diritto di nascita, avrebbero potuto volare da un’isola all’altra per portare notizie, fungendo così da messaggeri.
La classe dei volatori  diventò da subito indispensabile alla comunità, in un mondo abbandonato a sé stesso ed ormai privo di ogni forma di tecnologia.

È in questo contesto che George R. R. Martin e Lisa Tuttle ci raccontano la storia di Maris, una ragazzina nata in un villaggio di pescatori che ha un sogno: diventare una volatrice. Questo sogno le è però precluso, in quanto le ali vengono ereditate di padre in figlio. Quando però uno dei volatori dell’isola si accorge di lei e decide di adottarla il suo destino sembra cambiare…


Mi sono avvicinata a questo libro non senza nutrire dubbi sul suo effettivo valore, in quanto sul web a recensioni più che positive se ne alternavano altre non proprio entusiaste. Ho comunque deciso di leggerlo perché, essendo una fan di Martin, non volevo perdermi la possibilità di leggere qualcosa di diverso dalle famose “Cronache del ghiaccio e del fuoco”.
Il romanzo è diviso in più parti, tutte incentrate su un diverso periodo della vita di Maris. Così, pur seguendo sempre le avventure dello stesso personaggio, ogni volta lo ritroviamo in qualche modo diverso: all’inizio più impulsivo, poi sempre più adulto, riflessivo e maturo.
Anche se lo stile è più leggero e meno dettagliato rispetto a quello delle Cronache, si riconosce comunque il tocco introspettivo e malinconico di Martin; autore capace di far sembrare più che mai reali i personaggi creati dalla sua penna.
Per quanto mi riguarda questo romanzo, pur non essendo un capolavoro assoluto, è stato comunque una lettura appassionante che consiglio caldamente sia a chi conosce già Martin sia a chi vuole iniziare a leggere qualcosa di questo straordinario autore partendo magari da qualcosa di più leggero.

Voto: 4/5
 




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