domenica 21 luglio 2013

Recensione: "Il trono di ghiaccio" di Sarah J. Maas

Titolo: Il trono di ghiaccio

Autore: Sarah J. Maas

Editore: Mondadori

Prezzo: 17,00

Data di uscita: 21/05/2013








Trama: Per una volta Celaena, la migliore assassina nel regno di Adarlan, non deve uccidere su commissione, ma per guadagnarsi la libertà. Il figlio del tirannico re del Paese sta cercando un nuovo sicario che elimini i nemici di suo padre. Celaena, strappata ai lavori forzati cui era condannata, deve riuscire a sopravvivere tra ventiquattro contendenti. Se vincerà, diventerà la paladina del re e, dopo quattro anni di servizio, sarà infine libera. Il Principe Ereditario è il suo maggiore alleato. Il Capitano delle Guardie la protegge. Entrambi la amano. Ma l'amore e il talento non bastano per vincere. Quando gli altri candidati iniziano a morire uno dopo l'altro, Celaena capisce che la sua vita è sempre più in pericolo, e le persone di cui fidarsi sono sempre meno... A lei spetterà il compito di estirpare il male, prima che distrugga il suo mondo.

Recensione: Fenomeno del self-publishing americano, “Il trono di ghiaccio” è il romanzo che ha fatto conoscere in buona parte del mondo l’autrice esordiente Sarah J. Maas.
Aspettavo con ansia che questo libro fosse pubblicato in Italia, incuriosita com’ero da tutta la pubblicità e dalle buone recensioni che il romanzo aveva ricevuto sul web e da una trama che, pur non brillando per originalità, mi sembrava comunque ricca di spunti interessanti.

La più abile assassina del regno, da ormai un anno imprigionata e costretta ai lavori forzati, si vede offrire una possibilità di salvezza dal principe ereditario: se parteciperà come sua paladina ad un torneo indetto dal re e riuscirà a sbaragliare gli avversari affrontando pericolose sfide, potrà finalmente riscattarsi ed essere libera. Intrigante, vero?

Peccato solo che, a conti fatti, “Il trono di ghiaccio” presenti una buona quantità di pecche.

In primo luogo ho trovato lo stile di scrittura acerbo: la scrittrice ha indubbiamente delle buone idee ma spesso ho avuto l’impressione che non fosse riuscita a sfruttarle al meglio. In più viene data molta importanza a dettagli del tutto irrilevanti come il numero di ore in cui la protagonista dorme o legge, mentre avvenimenti interessanti vengono messi in secondo piano. Il torneo stesso viene trattato come un evento di poca importanza; spesso le prove che Celaena deve affrontare vengono appena accennate o trattate comunque con una certa superficialità.
Ho trovato inoltre alcuni controsensi sparsi qua e là: per esempio la nostra protagonista, che ricordo essere la più famosa e pericolosa assassina del regno, preoccupata che qualcuno la possa aggredire durante il sonno, manomette i cardini della porta della sua stanza in modo che questi cigolino sonoramente, così da avvertirla della presenza di un eventuale “ospite indesiderato”. Mezza pagina dopo il principe entra nella stanza senza essere invitato e lei non se ne accorge nemmeno. Caspita! E’ davvero un peccato che certi dettagli siano stati trattati con così tanta superficialità, perché a mio parere hanno compromesso la buona riuscita del romanzo.

Il libro termina con un finale decisamente non inaspettato ma comunque piacevole. Nonostante questo sia un libro che consiglio soltanto agli amanti più sfegatati del genere, credo che leggerò comunque il suo seguito quando verrà pubblicato in Italia, se non altro per dare una seconda possibilità ad un’autrice che, se riuscirà a maturare, potrebbe tirar fuori delle piccole perle.


Voto: 2,5/5


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