venerdì 30 agosto 2013

Recensione: "L'angelo caduto" di Susan Ee


Titolo: L'angelo caduto
Autore: Susan Ee
Editore: Fanucci
Prezzo: 12,00
Data di pubblicazione: 25/07/2013


Trama: Un esercito di angeli sterminatori ha attaccato la Terra: dopo poche settimane la violenza dilaga ovunque, insieme alla paura e alla superstizione. Nella Silicon Valley ostaggio delle gang, la diciassettenne Penryn cerca di sopravvivere e proteggere la sua famiglia, fino a quando gli angeli guerrieri non rapiscono sua sorella minore, la più fragile, la più indifesa. L'unico modo per salvarla è affidarsi a un nemico, un angelo che ha perso le ali in combattimento e ora ha bisogno, come Penryn, di raggiungere la roccaforte delle crudeli creature alate a San Francisco. Nel viaggio che li porterà alla città, Penryn e Raf impareranno a contare solo l'una sull'altro, in un deserto in cui regnano la devastazione e il sospetto e in cui il pericolo è dietro ogni angolo.

Recensione: Lo ammetto, sono sempre un pò scettica quando si tratta di leggere questo genere di libri. Ho sempre paura di trovarmi di fronte a nient'altro che all'ennesima trovata commerciale, al classico romanzo-fotocopia pieno di cliché, di soluzioni già sperimentate e di personaggi stereotipati. Ho cominciato a leggere "L'angelo caduto" giusto per curiosità, temendo che fosse il solito romanzo-clone. Avevo visto giusto? Per fortuna assolutamente no.
"L'angelo caduto" è un romanzo ben scritto, con una trama accattivante e capace di tenere il lettore incollato alle pagine dall'inizio alla fine.
Ma andiamo per gradi.
Il libro si apre presentandoci il mondo in cui Penryn vive insieme alla sorellina paraplegica e ad una madre schizofrenica e paranoica. Il mondo è stato attaccato da qualche settimana dagli angeli dell'Apocalisse, che hanno profondamente ed irrimediabilmente distrutto la società così come la conosciamo noi. Girare per le strade è pericoloso; si rischia di venir catturati dalle bande locali o, peggio ancora, dagli stessi angeli. Penryn, insieme alla madre ed alla sorella, sta cercando di abbandonare la propria casa, che ormai non è più un rifugio sicuro, e cercare una nuova sistemazione. Si trovano in strada quando, proprio a pochi metri da loro, un angelo praticamente apparso dal nulla viene attaccato da un gruppo di suoi simili. All'angelo, ormai sopraffatto, vengono strappate le ali proprio davanti agli occhi delle tre malcapitate. In quest'occasione la sorellina di Penryn viene rapita dal gruppo di angeli e la ragazza; ormai rimasta sola, decide di salvare l'angelo a cui sono state strappate le ali da morte certa per costringerlo a farsi guidare alla Roccaforte degli angeli, luogo in cui sospetta sia stata portata la sorella.
Da qui in poi il libro procede senza intoppi fino alla fine; ci ritroveremo insieme ai due protagonisti a compiere un viaggio lungo ed irto di pericoli che li condurrà fin all'interno della Roccaforte. La trama scorre meravigliosamente e, pur non essendo particolarmente intricata, è in grado di tenere il lettore col fiato sospeso fino alla fine, grazie ad uno stile narrativo veloce ed incalzante.
I personaggi sono ben delineati: Penryn, la protagonista, è forte e determinata; Raf, l'angelo caduto, è più sarcastico e riflessivo. Anche i personaggi secondari sono ben caratterizzati e devo dire di averne adorati alcuni.
L'unica cosa che non mi è piaciuta moltissimo è la parte del romanzo che si svolge all'interno della Roccaforte; mi aspettavo qualcosa di un pò più epico, biblico, angelico, ma è una questione di gusti.
Insomma, questo romanzo si è rivelato una piacevole sorpresa che consiglio molto volentieri :)

Voto:

martedì 27 agosto 2013

Teaser Tuesday #4

Buon pomeriggio a tutti! :)
Oggi, come ogni martedì, è giorno di "Teaser Tuesday", rubrica ideata dal blog Should Be Reading.  

Di cosa si tratta?  Bisogna aprire una pagina a caso del libro che si sta leggendo e trascrivere un breve brano. Trovo che la rubrica sia molto simpatica, soprattutto perchè spesso permette di farsi un'idea di un particolare libro o del modo di scrivere dell'autore.





 Sarebbe stata comunque fuori posto a un ballo formale. Anche se avesse trovato vestito, guanti e scarpine che nascondessero le sue mostruosità metalliche, i suoi capelli color topo non sarebbero mai stati in piega, e non sapeva assolutamente niente di trucco. Avrebbe finito per sputare sulla pista da ballo e prendersi gioco delle ragazze che andavano in estasi per attirare l'attenzione del Principe Kai, fingendo di non essere gelosa. Fingendo che non le desse fastidio.
Benché fosse curiosa a proposito del cibo. 
E il principe la conosceva, più o meno. Era stato gentile con lei, al mercato. Forse le avrebbe chiesto di ballare. Giusto per educazione. Giusto per cavalleria, quando l'avrebbe vista starsene lì sola.
L'incerta fantasia le crollò addosso velocemente come si era formata. Era impossibile. Non valeva neanche la pena pensarci.
Lei era un cyborg e non sarebbe mai andata al ballo.

Cinder. Cronache lunari - Marissa Meyer

mercoledì 21 agosto 2013

Recensione: "Garden. Il giardino alla fine del mondo" di Emma Romero


Titolo: Garden. Il giardino alla fine del mondo
Autore: Emma Romero
Editore: Mondadori (collana Chrysalide)
Prezzo: 14,90
Data di pubblicazione: 02/04/2013

Trama: Italia, Rinascimento del futuro. Maite ha 16 anni ed è la lavoratrice più efficiente nella sua Fabbrica. Ha una passione segreta per il canto e un grande sogno: raggiungere il leggendario Giardino alla Fine del mondo, dove si mormora che vivano dei Ribelli in totale libertà. Perché il mondo di Maite è una prigione. Dopo una lunga guerra, infatti, l'Italia è stata divisa in 8 Granducati e la vita degli uomini è stata riformulata: la musica, la danza, il teatro sono proibiti, se non nella Città del Governo. Non resta che il lavoro durissimo, un sistema di controllo micidiale, la morte certa per ogni infrazione. Tranne che in occasione della Grande Cerimonia annuale, la sfarzosa celebrazione per l'anniversario della Rinascita, a cui tutti sono obbligati ad assistere. Per Maite, quello, diventa il giorno del riscatto: dopo il sequestro della sua migliore amica Erika, decide di far sentire la sua voce al mondo, anche a costo della sua stessa vita! 

Recensione: Qualche giorno fa, postando l'anteprima di "Taken" di Erin Bowman, avevo accennato al fatto che ultimamente, da quando è esplosa la moda degli "Hunger Games", ci siamo ritrovati di punto in bianco gli scaffali delle librerie pieni di romanzi YA dal sapore distopico, alcuni dei quali hanno anche riscosso un discreto successo. "Garden. Il giardino alla fine del mondo", uscito qualche mese fa per Mondadori, viene presentato come l'Hunger Games italiano; cosa che, devo dire la verità, mi ha fatto un pò storcere il naso. Ero un pò titubante a leggerlo perchè temevo che il tutto fosse solo una trovata pubblicitaria per sfruttare l'onda del successo della trilogia di Suzanne Collins, e che "Garden" fosse in realtà tutto fumo e niente arrosto.
Alla fine, come sempre, la curiosità ha prevalso sullo scetticismo e l'ho letto.

Il romanzo è ambientato in un'Italia del futuro, suddivisa in una specie di "ducati" che ne delimitano il territorio. Chi nasce in un determinato ducato è destinato a passare là tutta la sua vita; una vita fatta di regole rigidissime, rinunce e povertà. E' assolutamente vietata praticamente qualsiasi cosa, persino cantare, ballare o inventare storie. Non ci si può lamentare del governo, non si possono esprimere opinioni. Chi infrange anche la più piccola regola viene portato via dai Giusti, una squadra speciale al servizio del presidente, e terminato.

Maite, la protagonista del romanzo, è una ragazza di sedici anni che fin da bambina avrebbe voluto essere una cantante. Ma la "casta" degli artisti è composta da pochi fortunati eletti, e lei viene giudicata non idonea a farne parte. Così viene assegnata dal computer centrale a lavorare in fabbrica per dodici ore durante il turno di notte. Ma, quando una notte la sveglia (programmata dal governo) non suona come avrebbe dovuto, la vita di Maite rischia di essere sconvolta per sempre...

***

Ho trovato l'idea sulla quale si basa il libro, se non originale, quanto meno buona. Devo dire che i romanzi di questo genere mi piacciono, per cui sono riuscita a leggere "Garden"  in poche ore, senza stancarmi o rischiare di perdere l'attenzione.
Purtroppo il romanzo presenta alcune pecche che non me l'hanno fatto piacere al 100%.
In primo luogo lo stile, per quanto sia buono, semplice e asciutto, mi è sembrato un pò uno scimmiottamento di quello della Collins. Avevo in continuazione una strana sensazione di déjà-vu... Stavo leggendo "Garden" o "Hunger Games"? La Mondadori ha presentato al pubblico questo romanzo proprio come l'"Hunger Games" italiano, ed effettivamente a me è sembrato di leggere una via di mezzo tra la trilogia della Collins (come già detto lo stile è praticamente identico) e "Matched" di Ally Condie (la trama, secondo me, presenta molti punti in comune).
In più ho trovato la maggior parte dei personaggi poco caratterizzati; anche quelli principali mi sono sembrati privi di spessore, forse anche un pò stereotipati.

In ogni caso non mi sento di sconsigliare questo libro. Se avete voglia di una lettura piacevole e non troppo impegnativa ma che vi faccia in qualche modo anche riflettere su alcuni aspetti della nostra società, questo è il libro che fa per voi.

Voto:

martedì 20 agosto 2013

Teaser Tuesday #3

Buon martedì lettori! Oggi, come ogni martedì, è giorno di "Teaser Tuesday", rubrica ideata dal blog Should Be Reading.  :)

Di cosa si tratta?  Bisogna aprire una pagina a caso del libro che si sta leggendo e trascrivere un breve brano. Trovo che la rubrica sia molto simpatica, soprattutto perchè spesso permette di farsi un'idea di un particolare libro o del modo di scrivere dell'autore.




Mentre tesseva assorta al telaio del giardino soleggiato, Parth lo vide ai margini della foresta. Con un battito veloce dela mente richiamò gli altri. Ma Parth non temeva nulla, così quando gli altri la raggiunsero fuori dalla casa, ella era già al di là della Radura per raggiungere la rozza figura accovacciata tra l'erba alta e matura. Mentre si avvicinavano, videro che gli stava poggiando una mano sulla spalla e, chinata verso di lui, gli parlava dolcemente. Poi si voltò nella loro direzione e meravigliata disse: «Vedete i suoi occhi...?»
Non c'era dubbio che fossero occhi strani. Avevano una grande pupilla; l'iride color ambra velato di grigio era ovale e schiacciato, tanto che la parte bianca dell'occhio quasi non si vedeva.
«Come un gatto.» osservò Garra. «Come un uovo solo tuorlo», ribatté Kai, manifestando il lieve senso di ripugnanza che quella piccola ma sostanziale differenza susciatava. A parte questo lo straniero pareva un uomo come gli altri, se non per il fango, le scorticature e il sudiciume di cui s'era coperto il volto e il corpo nudo aggirandosi senza meta nella foresta;tutt'alpiù, la pelle appariva leggermente più chiara di quella bruna degli uomini che gli erano accanto, discutendo tranquillamente di lui, che intanto se ne stava accucciato al sole, rattrappito e in preda a brividi di spossatezza e timore.

"Città delle illusioni" di Ursula K. Le Guin

giovedì 15 agosto 2013

Libri dal passato - Recensione: "La figlia della foresta" di Juliet Marillier

Buongiorno a tutti e buon Ferragosto! :)

Era da un pò che ci stavo pensando, così ho deciso di creare una piccola rubrica per "dare lustro" a libri usciti qualche anno fa e che spesso, non essendo più in voga, rischiano di finire nel dimenticatoio. Per inaugirare la rubrica ho deciso di recensire un libro pubblicato in Italia dalla casa editrice Armenia nel 2005, e che mi è capitato di leggere circa un anno fa. Da allora me ne sono innamorata, tanto che è diventato uno dei miei libri preferiti. Si tratta de "La figlia della foresta" di Juliet Marillier, libro primo della "Trilogia di Sevenwaters".

Titolo: La figlia della foresta
Autore: Juliet Marillier
Editore: Armenia
Prezzo: 17,50
Data di uscita: 23/06/2005

Trama: Lord Column di Sevenwaters ha generato sette figli, ma sarà Sorha, l'unica figlia femmina, la settima della nidiata, a difendere la propria famiglia e a proteggere la propria terra dai britanni, nel momento in cui il padre e i fratelli rimangono vittime di un incantesimo della perfida Lady Oonagh. Rifugiatasi nella foresta, la giovane cade nelle mani dei suoi nemici, ma conosce l'amore...

Recensione:  Mi ricordo che quando ero bambina adoravo le favole. Avevo un paio di libri di fiabe che leggevo e rileggevo senza sosta, tanto che li avveo praticamente imparati a memoria. Una delle mie favole preferite era quella dei "sette fratelli cigni", in cui sette principi vengono trasformati in cigni da una potente strega. La principessa, unica scampata all'incantesimo, è costretta a tessere sette camicie di ortica, in completo silenzio, senza mai lamentarsi per il dolore o la stanchezza. Soltanto facendole indossare ai cigni potrà spezzare il sortilegio e farli tornare umani.
Che cosa c'entra tutto questo con "La figlia della foresta"? Semplice, il romanzo è una rivisitazione in chiave celtica della celebre favola.

Sorah, unica figlia femmina del re ed ultima di otto fratelli, è una ragazza piena di vita ed intelligenza, così come i suoi fratelli. Il re è però sprofondato in una profonda malinconia alla morte della moglie. Soltanto Lady Onaagh, una donna bella quanto misteriosa, riesce a risollevare il morale del re, tanto che questi decide di sposarla.
Sorah si rende conto però che nella sua nuova matrigna c'è qualcosa che non va: è falsamente dolce e non le importa davvero del re né dei suoi figli; l'unica cosa che sembra interessarle veramente è il potere. Sorah si rende però conto del pericolo troppo tardi: Lady Onaagh si rivela infatti capace di usare la magia, e per disfarsi dei giovani principi li tramuta in cigni. Soltanto la ragazza riesce, per pura fortuna, a sfuggire all'incantesimo. Rifugiatasi nel bosco, il potente spirito della Signora della Foresta le suggerisce il modo per poter salvare i suoi fratelli e farli tornare umani: dovrà tessere sette camicie di ortica, senza mai parlare finchè non sarenno terminate;e poi riuscire a farle indossare ai cigni.
Una lunga serie di imprevisti impedirà però a Sorah di terminare le camicie in breve tempo. Rapita da un gruppo di britanni, sarà costretta a lasciare il suo rifugio nella foresta e le sue camicie, per dover ricominciare il lavoro dall'inizio, in una terra sconosciuta ed ostile...

Il libro comincia un pò in sordina, ma poi la trama prende pieghe inaspettate e vi assicuro che sarà praticamente impossibile staccare gli occhi da questo romanzo. La scrittrice ha saputo reinventare in maniera magistrale la favola dei sette fratelli cigni, donandole vita nuova ed aggiungendo molto di suo senza comuncque snaturarla. Amore, magia, dolore e colpi di scena si susseguono uno dopo l'altro, donando a questo libro un ritmo incalzante. Se non l'avete ancora letto, fatelo! Questo è un piccolo capolavoro ed è un peccato che abbia avuto così poca visibilità.

Voto:  ★★★★+

martedì 13 agosto 2013

Teaser Tuesday #2

Salve a tutti, lettori! :D
Oggi è martedì, perciò è giorno di Teaser Tuesday! Di cosa si tratta?
Bisogna aprire una pagina a caso del libro che si sta leggendo e trascrivere un breve brano. Trovo che la rubrica sia molto simpatica, soprattutto perchè spesso permette di farsi un'idea di un particolare libro o del modo di scrivere dell'autore.


Erano in due. La donna seduta sulla poltrona arancione di pelle accanto alla porta si alzò e si girò quando Sandy mise piede nella camera. Gli sorrise mentre lui la osservava, ma ben presto la sua occhiata divenne uno sguardo di sbigottimento, perché quella era una donna mozzafiato. Alta e scura, con la pelle olivastra e i capelli nero inchiostro che le cadevano lunghi e diritti fino all'incavo della schiena. La gran massa di capelli la faceva sembrare più bassa di quanto non fosse in realtà. Il suo corpo era asciutto e sodo ovunque. Una canottiera bianca, annodata tra gli alti seni rotondi, rivelava un ventre assolutamente piatto e duro. I jeans sbiaditi seguivano aderenti la linea delle cosce e dei polpacci. Indossava una fascia di tessuto rosso al posto della cintura, abbinata a un'altra fascia rossa tra i capelli. Gli occhi erano neri, profondi e grandi, gli zigomi alti e ben definiti. La sua bocca pareva quella di una che è abituata a sorridere molto. Era decisamente la donna più bella che Sandy avesse visto negli ultimi anni al di fuori delle sale cinematografiche e delle riviste. Avrebbe potuto facilmente starla a guardare per ore, ma l'altra persona nella stanza poteva distrarre chiunque persino da lei. Era steso sul letto di Sandy. Le sue gambe, con un paio di anfibi militari ben lustrati, sporgevano di circa trenta centimetri dai piedi del letto. Era davvero l'uomo più grosso che Sandy avesse mai visto, al di fuori delle sale cinematografiche o delle riviste. E anche dei campi di pallacanestro. Quell'uomo doveva essere alto almeno due metri, ed era massiccio oltre ad essere alto. Aveva le spalle come quelle dei supereroi dei fumetti e un torace enorme che sporgeva da sotto la canottiera verde e e dava l'idea di essere fatto di mattoni. Aveva anche la pelle molto scottata dal sole, la testa rasata e un orecchino d'oro all'orecchio sinistro. Sembrava proprio il figlio bastardo uscito da un incrocio tra King Kong e Mastro Lindo.

sabato 10 agosto 2013

Anteprima: "Taken" di Erin Bowman

Da un pò sembra essere scoppiata anche qui da noi in Italia una specie di "febbre" da romanzo distopico. Dopo il successo della trilogia degli "Hunger Games" si sono infatti susseguiti una serie di titoli che hanno riscosso, chi più chi meno, un discreto successo.
"Taken" di Erin Bowman, in uscita per Sperling & Kupfer il 27 agosto, si va quindi ad aggiungere alla schiera di romanzi di questo genere.
Sinceramente non so se il libro mi ispira oppure no; il romanzo presenta alcuni tratti particolari ed originali, ma anche cose che sanno terribilmente di già sentito (personalmente non ne posso più dei soliti triangoli amorosi). In ogni caso credo che lo leggerò, così potrò farmi un'idea basata sui fatti e non semplicemente sulle sensazioni.

Vi lascio alla trama del romanzo! :)


Titolo: Taken
Autore: Erin Bowman
Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo copertina: € 16.90
Pagine: 324
Data pubblicazione: 27 agosto 2013



 A Claysoot, una piccola comunità isolata dal resto del mondo da alte mura, tutti i ragazzi scompaiono alla mezzanotte del giorno del loro diciottesimo compleanno. Non appena scocca l’ora fatidica, la terra trema, il vento infuria e del giovane non rimane traccia. Ecco perché, a pochi mesi dal suo compleanno, Gray si prepara ad affrontare il terribile destino che lo attende. Ma, un giorno, trova per caso una misteriosa lettera della madre, morta ormai da molti anni, che lo spinge a reagire. Insieme con Emma, la ragazza di cui è innamorato, decide quindi di fuggire dalla città per scoprire che cosa si nasconde dietro le invalicabili mura di Claysoot. Gray non sa che là fuori lo aspetta un segreto inquietante…

martedì 6 agosto 2013

Teaser Tuesday #1

Buongiorno a tutti! Oggi inauguro la famosa rubrica Teaser Tueday, ideata dal blog Should Be Reading. Di cosa si tratta? Semplice! Bisogna aprire una pagina a caso del libro che si sta leggendo e trascrivere un breve brano. Trovo che la rubrica sia molto simpatica, soprattutto perchè spesso permette di farsi un'idea di un particolare libro o del modo di scrivere dell'autore.

A breve pubblicherò due nuove recensioni, nel frattempo vi lascio alla lettura di questo breve brano tratto da "Harry Potter e l'Ordine della Fenice", il libro che sto leggendo in questi giorni. Per anni ho snobbato la saga di Harry Potter pensando che fosse troppo infantile per i miei gusti, ma ora che la sto leggendo mi sono totalmente ricreduta... Peccato non averla letta prima!






«Oh...ciao, Harry» disse una voce nervosa. «Ehm...è un brutto momento?»
Harry si ripulì le lenti degli occhiali con la mano libera da Trevor. Una ragazza molto graziosa con lunghi, lucidi capelli neri stava sulla soglia e gli sorrideva: Cho Chang, il Cercatore della squadra di Quidditch di Corvonero. 
«Oh...ciao» rispose Harry in tono piatto.
«Ehm...» fece Cho. «Be'... avevo pensato di passare a salutarti... allora arrivederci.»
Piuttosto rossa in faccia, chiuse la porta e se ne andò. Harry si afflosciò nel sedile con un gemito. Gli sarebbe piaciuto che Cho lo avesse trovato in compagnia di un gruppo di compagni molto in gamba che ridevano a crepapelle per qualche sua battuta spiritosa; non con Neville e Lunatica Lovegood, un rospo tra le mani e Puzzalinfa da ogni parte.

Harry Potter e l'Ordine della Fenice - J.K. Rowling

Comunicazione #1

Ok, sono un genio dell'informatica... per sbaglio ho cancellato tutti i commenti del blog :( Mi scuso con chi aveva mi scritto e commentato i post, chiedo perdono >.<
Se qualcuno conosce un modo per ripristinarli fatemelo sapere, ci sono rimasta troppo male °_°