mercoledì 21 agosto 2013

Recensione: "Garden. Il giardino alla fine del mondo" di Emma Romero


Titolo: Garden. Il giardino alla fine del mondo
Autore: Emma Romero
Editore: Mondadori (collana Chrysalide)
Prezzo: 14,90
Data di pubblicazione: 02/04/2013

Trama: Italia, Rinascimento del futuro. Maite ha 16 anni ed è la lavoratrice più efficiente nella sua Fabbrica. Ha una passione segreta per il canto e un grande sogno: raggiungere il leggendario Giardino alla Fine del mondo, dove si mormora che vivano dei Ribelli in totale libertà. Perché il mondo di Maite è una prigione. Dopo una lunga guerra, infatti, l'Italia è stata divisa in 8 Granducati e la vita degli uomini è stata riformulata: la musica, la danza, il teatro sono proibiti, se non nella Città del Governo. Non resta che il lavoro durissimo, un sistema di controllo micidiale, la morte certa per ogni infrazione. Tranne che in occasione della Grande Cerimonia annuale, la sfarzosa celebrazione per l'anniversario della Rinascita, a cui tutti sono obbligati ad assistere. Per Maite, quello, diventa il giorno del riscatto: dopo il sequestro della sua migliore amica Erika, decide di far sentire la sua voce al mondo, anche a costo della sua stessa vita! 

Recensione: Qualche giorno fa, postando l'anteprima di "Taken" di Erin Bowman, avevo accennato al fatto che ultimamente, da quando è esplosa la moda degli "Hunger Games", ci siamo ritrovati di punto in bianco gli scaffali delle librerie pieni di romanzi YA dal sapore distopico, alcuni dei quali hanno anche riscosso un discreto successo. "Garden. Il giardino alla fine del mondo", uscito qualche mese fa per Mondadori, viene presentato come l'Hunger Games italiano; cosa che, devo dire la verità, mi ha fatto un pò storcere il naso. Ero un pò titubante a leggerlo perchè temevo che il tutto fosse solo una trovata pubblicitaria per sfruttare l'onda del successo della trilogia di Suzanne Collins, e che "Garden" fosse in realtà tutto fumo e niente arrosto.
Alla fine, come sempre, la curiosità ha prevalso sullo scetticismo e l'ho letto.

Il romanzo è ambientato in un'Italia del futuro, suddivisa in una specie di "ducati" che ne delimitano il territorio. Chi nasce in un determinato ducato è destinato a passare là tutta la sua vita; una vita fatta di regole rigidissime, rinunce e povertà. E' assolutamente vietata praticamente qualsiasi cosa, persino cantare, ballare o inventare storie. Non ci si può lamentare del governo, non si possono esprimere opinioni. Chi infrange anche la più piccola regola viene portato via dai Giusti, una squadra speciale al servizio del presidente, e terminato.

Maite, la protagonista del romanzo, è una ragazza di sedici anni che fin da bambina avrebbe voluto essere una cantante. Ma la "casta" degli artisti è composta da pochi fortunati eletti, e lei viene giudicata non idonea a farne parte. Così viene assegnata dal computer centrale a lavorare in fabbrica per dodici ore durante il turno di notte. Ma, quando una notte la sveglia (programmata dal governo) non suona come avrebbe dovuto, la vita di Maite rischia di essere sconvolta per sempre...

***

Ho trovato l'idea sulla quale si basa il libro, se non originale, quanto meno buona. Devo dire che i romanzi di questo genere mi piacciono, per cui sono riuscita a leggere "Garden"  in poche ore, senza stancarmi o rischiare di perdere l'attenzione.
Purtroppo il romanzo presenta alcune pecche che non me l'hanno fatto piacere al 100%.
In primo luogo lo stile, per quanto sia buono, semplice e asciutto, mi è sembrato un pò uno scimmiottamento di quello della Collins. Avevo in continuazione una strana sensazione di déjà-vu... Stavo leggendo "Garden" o "Hunger Games"? La Mondadori ha presentato al pubblico questo romanzo proprio come l'"Hunger Games" italiano, ed effettivamente a me è sembrato di leggere una via di mezzo tra la trilogia della Collins (come già detto lo stile è praticamente identico) e "Matched" di Ally Condie (la trama, secondo me, presenta molti punti in comune).
In più ho trovato la maggior parte dei personaggi poco caratterizzati; anche quelli principali mi sono sembrati privi di spessore, forse anche un pò stereotipati.

In ogni caso non mi sento di sconsigliare questo libro. Se avete voglia di una lettura piacevole e non troppo impegnativa ma che vi faccia in qualche modo anche riflettere su alcuni aspetti della nostra società, questo è il libro che fa per voi.

Voto:

8 commenti:

  1. Ce l'ho da un po' di tempo, in attesa di essere letto, ma ancora non l'ho iniziato! :) La trovata di lanciarlo come una sorta di Hunger Games italiano non ha esaltato particolarmente neanche me (tanto più che già "Hunger Games", per quanto io possa amarlo alla follia, è in pratica il "Battle Royal" americano! XD) ma gli concederò comunque una possibilità, sono proprio curiosa! ^^

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    1. Non è brutto, è che poteva essere sviluppato meglio; e un tocco di originalità in più avrebbe sicuramente giovato XD Quando lo leggi fammi sapere come ti è sembrato ;)

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  2. Mi sa che lo salterò senza troppi rimpianti: già Hunger Games imho è sopravvalutato, e Matched mi ha lasciato talmente poco che non ho voglia di leggere i seguiti. Se questo è inferiore, decisamente non fa per me.

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    1. Hunger Gamesa me è piaciuto, per quanto riguardo Matched la penso come te; ho letto solo il primo e poi ho lasciato stare... Se a te entrambi non sono piaciuti dubito che Garden possa piacerti infatti >.<

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  3. Io Hunger Games non sono ancora riuscito a leggerlo :(
    Per quanto riguarda Garden, leggerò solo per curiosità.
    Invece a me Matched mi è piaciuto!! ma questo è solo questione di gusti :)

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    1. Matched non mi ha detto niente, ma magari se mi mettessi a leggere il seguito cambierei idea, chi lo sa :)

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  4. Letto e trovato abbastanza buono! La penso come te...

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