giovedì 19 settembre 2013

Recensione: "In fuga" di Kevin Hearne

Titolo: In fuga - Le cronache dell'ultimo druido #1
Autore: Kevin Hearne
Editore: Fanucci
Prezzo: 10,00
Data di uscita: 29/08/2013

Trama: Atticus O'Sullivan, l'ultimo dei druidi, risponde "ventuno" quando gli chiedono l'età, ma non sono anni, sono secoli. A Tempe, in Arizona, nessuno ha motivo di approfondire: tutti credono al giovanotto irlandese con il braccio tatuato che gestisce tranquillamente la sua libreria dell'occulto. Nessuno sospetta che sia una copertura per un fuggitivo che ha rubato la leggendaria Fragarach, la spada in grado di trapassare qualunque armatura, a un dio celtico che non l'ha presa per niente bene e che gli dà la caccia, sempre più irritato e vendicativo ogni secolo che passa. Ma non si può rimanere nascosti a lungo nell'era di internet, e la divinità furiosa sta per piombare su di lui. Atticus avrà bisogno di tutti i suoi poteri e dell'aiuto della sua eterogenea schiera di amici: dalla seducente dea della morte al premuroso levriero irlandese con cui ha un dialogo costante, fino alla consulenza di uno studio legale di licantropi e vampiri islandesi, sbarcati in America ai tempi di Eric il Rosso... 

Recensione: Devo dire che questa per me non è una recensione facile. Appena ho sentito parlare sul web di questo libro ho deciso che lo avrei letto: pur non essendo un'esperta, le culture e le leggende celtiche e del nord Europa mi affascinano particolarmente; ragion per cui "In fuga" mi ispirava molto.
Il romanzo infatti è un urban fantasy un pò fuori dagli schemi: non ci sono giovani adolescenti sbadate che si innamorano di vampiri centenari vegetariani (?!); il protagonista di questo romanzo, che risponde al nome di Atticus O'Sullivan, è infatti un druido di più di duemila anni che ha guadagnato l'immortalità grazie al favore di Morrigan, dea celtica della guerra e della morte.
Nonostante la sua più che veneranda età Atticus ha l'aspetto di un ventunenne; vive in una città americana e gestisce una piccola libreria dell'occulto cercando di dare il meno possibile nell'occhio.
Il druido è infatti perseguitato da un paio di millenni dal dio Aengus Og, infuriato con lui per aver rubato la leggendaria Fragarach, una spada magica capace di trapassare qualunque armatura. Aengus Og ha da quel momento giurato vendetta, ed è deciso ad elimirare Atticus dalla faccia della terra una volta per tutte e a qualunque costo.

Il romanzo ha quindi tutti i presupposti per poter spiccare il volo: una trama interessante e che finalmente si discosta dai soliti cliché dell'urban fantasy degli ultimi anni, ed un particolare uso della mitologia celtica all'interno di un contesto moderno. Tra l'altro ho trovato Kevin Hearne molto bravo a livello tecnico: è un bravo narratore, capace di descrivere le varie scene sapientemente ma senza troppi fronzoli. Il romanzo è anche venato da una perenne dose di ironia che lo rende ancora più scorrevole.
Eppure c'è un "ma..."

Vorrei sottolineare il fatto che i difetti che ho trovato in questo romanzo sono puramente soggettivi, e dipendono solo ed esclusivamente dai miei gusti personali.
  • In primo luogo il protagonista, Atticus, è un personaggio ben caratterizzato: è intelligente, ironico e anche un pò sarcastico; ma lo stesso non si può dire di tutti gli altri personaggi, che ho trovato siano stati caratterizzati molto più grossolanamente. Mi sono sembrati "di contorno" e niente di più. Forse il problema è che Atticus è un personaggio talmente tanto "forte" a livello di caratterizzazione che gli altri, semplicemente, impallidiscono al suo confronto.
  • L'uso degli dèi in un romanzo urban fantasy è inusuale, ma di certo "In fuga" non è l'unico libro che sfrutta la mitologia in questo modo. Più di una volta, durante la lettura del romanzo, mi è venuto in mente "American Gods" di Neil Gaiman... C'è solo un problema: Kevin Hearne, per quanto possa essere bravo (e indubbiamente lo è), non è Neil Gaiman.
  • Quest'ultima motivazione dipende puramente dai miei gusti e dalle mie personalissime considerazioni. A me di solito non piacciono molto gli urban fantasy in cui, accanto ai soliti umani ignari, vivono schiere e schiere e schiere di mostri di vario tipo. Voglio dire: posso capire che in una città di migliaia di abitanti un druido immortale possa passare inosservato, ma come si fa a non accorgersi che nella propria città circolino un druido di duemila anni col suo cane pseudo-parlante, una congrega di streghe polacche secolari, un'altra congrega di lupi mannari-ex vichinghi islandesi, un vampiro, una donna con due anime, varie divinità del pantheon celtico, dei Fae, un elementale del ferro e svariati demoni (di cui uno è uguale alla mascotte degli Iron Maiden)? Cari umani del mondo de "Le Cronache dell'Ultimo Druido", siete degli imbecilli.
 Ok, ho finito. Spero che con queste ultime considerazioni io non vi abbia indotto a lasciare questo "In Fuga" sullo scaffale della libreria perchè oggettivamente, pur non essendo un capolavoro, è una buona lettura. E' una lettura leggera e non priva di difetti, ma comunque è scritto indubbiamente bene e secondo me vale la pena di dargli una possibilità.

Voto:

4 commenti:

  1. Bella recensione!!
    Proverò a leggerlo!! :)

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    1. Grazie mille! ^^
      Se poi lo leggi fammi sapere cosa ne pensi, sono curiosa di leggere altri pareri :)

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  2. Fantastica questa recensione, ho passato due minuti a ridere :) "Non ci sono giovani adolescenti sbadate che si innamorano di vampiri centenari vegetariani (?!)", quando ho letto questa frase sono veramente scoppiata a ridere. E' questa la vera motivazione per cui non leggo gli urban fantasy, questo nuovo genere uscito da poco (o almeno io ne sono venuta a conoscenza ora), non mi piace e basta. Questo libro,a quanto pare diverso da solito, potrebbe attirarmi ma non abbastanza, sono troppo attaccata ai classici :) Chissà magari un giorno ci ripenserò :) Comunque complimenti per la recensione, mi piace molto come scrivi :)

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    1. Grazie mille! Sono felice che ti sia piaciuta la recensione :D
      Per quanto riguarda gli urban fantasy è vero che negli ultimi anni è scoppiata una specie di moda per cui oramai li fanno un pò con lo stampino, però ci sono anche le eccezioni! Prova per esempio a leggere "American Gods" di Neil Gaiman, è uno scrittore bravissimo e dotato di una fantasia infinita! ;)

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