giovedì 16 ottobre 2014

Recensione: "I draghi del Ferro e del Fuoco" di Michael Swanwick

Titolo: I draghi del ferro e del fuoco
Autore: Michael Swanwick
Editore: Mondadori Urania
Prezzo: 7,50
Data di pubblicazione: Febbraio 2011

Trama: I draghi di ferro rappresentano l’arma strategica che può garantire la supremazia all’uno o all’altro dei Signori, la casta intoccabile che si contende il pianeta con guerre interminabili. Jane, che vive nelle spaventose condizioni di una “fabbrica dei draghi”, sogna di mettere fine al sistema della schiavitù e fugge con la carcassa arrugginita del possente Melanchthon, un drago da combattimento destinato alla demolizione. Ma per ripararlo dai molti guasti  riportati in battaglia e restituirgli la furia originaria, bisognerà imparare le arti di una scuola molto particolare… Per fortuna Jane è una changeling, una “ragazza scambiata”, e ha tutta la determinazione che serve per sopravvivere tra gli orrori della scuola, le violenze di un mondo impazzito e le tentazioni di Galiagante, il Signore che ha per lei straordinarie attenzioni. In questo volume il ciclo completo dei Draghi di ferro, il capolavoro di Michael Swanwick.

Recensione: Ho scoperto questo romanzo tempo fa, girovagando sul blog della bravissima Gamberetta, che citava questo libro in alcuni dei suoi articoli.
C'è da precisare che all'interno del volume de "I draghi del ferro e del fuoco" sono contenuti in realtà due romanzi: "La figlia del drago di ferro" (già pubblicato anni fa da Fanucci col titolo "Cuore d'acciaio") e "I draghi di Babele".

"La figlia del drago di ferro", primo volume della duologia, ha come protagonista Jane, una changeling costretta a lavorare in una fabbrica di draghi insieme ad altri bambini. Sin dalle prime pagine sono stata colpita dall'incredibile fantasia dell'autore: quest'uomo è un vulcano pieno zeppo d'immaginazione; raramente mi ero imbattuta in uno scrittore capace di creare un mondo così complesso, particolare, fantasioso, originale. La prima parte del romanzo mi è veramente piaciuta, ma quando la narrazione si sposta al di fuori della fabbrica dei draghi le cose sono cominciate a cambiare. Nonostante l'incredibile originalità di Swanwick mi abbia lasciata a bocca aperta, purtroppo, andando avanti con la storia mi è sembrato che in questo libro lo scrittore si sia concentrato soltanto sull'ambientazione, lasciando un po' da parte la trama, che appare come qualcosa di "secondario". In più la storia è molto difficile da seguire, in parte perché molte cose non vengono spiegate ma, soprattutto, a causa dei continui e repentini salti temporali della trama.
Ne "I draghi di Babele" il protagonista invece è Will, un mezz'elfo che si ritroverà suo malgrado a servire uno dei draghi di ferro. In questo caso la trama, seppur ingarbugliata, è un po' più lineare e semplice, però ho avuto l'impressione che l'autore non sapesse bene dove stesse andando a parare.

In definitiva non sono sicura se consigliarvi la lettura di questo libro o meno: sicuramente l'ambientazione merita moltissimo, ma il fatto che la trama sia soltanto una cornice e niente di più mi ha lasciata perplessa.

Voto: ★★★☆☆

8 commenti:

  1. Ciao Aenor... come sai mi piacerebbe leggerlo, ma sicuramente non è una delle mie prossime letture. Mi ricorderò della tua opinione, così poi ti saprò dire se anche io ho notato la trama come secondaria all'ambientazione :)

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    1. Fammi sapere cosa ne pensi, una volta che lo avrai letto! :)

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  2. Sono d'accordo: la fantasia di Swanwick è travolgente, ma le sue trame mi lasciano sempre leggermente confusa e non l'impressione di non aver capito proprio tutto. Però i suoi libri li leggo sempre volentieri :D

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    1. Questo è l'unico di Swanwick che ho letto, però credo che a breve inizierò "Ossa della terra" :)

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  3. Che peccato sprecare un'ambientazione tanto fantasiosa e suggestiva! :/
    Mi ispira, comunque: chissà se riesco a trovarlo da qualche parte... L'ebook chiaramente sarà una chimera, ma almeno il cartaceo potrei sempre recuperarlo! ;D

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    1. Eh, infatti non è tanto facile da trovare! :(

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  4. Peccato per le trame non molto appronfondite.. però non mi dispiacerebbe leggerlo :)

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    1. Vale la pena di leggerlo anche solo per l'ambientazione e la fantasia dell'autore! :)

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