domenica 29 marzo 2015

Esce oggi "La figlia della vendetta", il mio romanzo!

Buongiorno, lettori! :3
Anche oggi approfitto del mio stesso angolino per segnalarvi il mio romanzo, che esce oggi! In realtà su alcuni store è online già da ieri, però sorvoliamo su questi dettagli. u_u XD
Vi lascio di nuovo alla scheda del libro ma, in più, ho deciso di postare le prime pagine del romanzo! ^-^

Titolo: La figlia della vendetta
Autore: Giada Bafanelli
Editore: Autopubblicato
Prezzo: 1,49
Data di pubblicazione: 29/03/2014

Disponibile su

Trama
Una profezia di morte scuote Asgard dopo secoli di pace: qualcuno tradirà gli dei e scorrerà il sangue di molti innocenti.
Mentre Loki viene additato come traditore e Idun si trova invischiata negli intrighi di una corte di cui non le importa nulla, le valchirie, guidate dalla coraggiosa Brunilde, escogitano in segreto un piano per fuggire dalla città degli dei. E Sif, divisa tra l’amore nei confronti di chi l’ha salvata e il desiderio di vendetta, rischierà di cambiare per sempre il destino degli Æsir.

Un estratto
Loki alzò gli occhi al cielo. Sopra di lui, l’aurora boreale tracciava giochi di luce multicolore che si riflettevano sullo strato di neve fresca. 
Il respiro si condensava in nuvole di vapore, e Loki non poteva far altro che guardarlo, mentre aspettava l’arrivo di Odino. 
Il fatto che il Guercio lo avesse convocato, lo preoccupava, soprattutto perché gli aveva dato appuntamento a Midgard. 
“Cosa vuole da me, quel vecchio?” si chiese. “Perché mi ha fatto venire in un luogo tanto desolato anziché nel Válaskjálf? Forse non sono degno di essere accolto nella sala del trono?”
Quando ormai non ne poteva più, un frullio di ali in lontananza attirò la sua attenzione. 
Pochi istanti dopo vide comparire Huginn. O forse era Muninn? Loki non aveva idea di come distinguere i due corvi di Odino.
L’uccello volteggiò sopra di lui per un istante, poi si posò su un ramo facendo cadere la neve e gracchiò soddisfatto.
Loki lo osservò alzando un sopracciglio. Dov’era Odino?
«Odino non è qui» disse una voce femminile alle sue spalle.
Loki si voltò, sorridendo. 
«Non sapevo fossi in grado di leggere nel pensiero, Freyja.»
La dea uscì dal nascondiglio: gli alberi, appesantiti dalla neve, l’avevano celata bene. Si avvicinò a Loki camminando lenta e a testa alta; era fiera come una regina e, nonostante il mantello di piume di falco la coprisse quasi del tutto, la sua bellezza era accecante.
«Qual buon vento ti porta qui, mia cara?» chiese Loki prodigandosi in un inchino.
«È inutile fingere di essere gentile con me, Loki» rispose lei con freddezza. «Sono qui per conto del Padre di Tutti.» 
Freyja fece un gesto con la mano, e due figure uscirono dalla protezione della foresta.
«Bene, vedo che abbiamo compagnia» commentò Loki sorridendo alla vista delle nuove arrivate.
Skadi si avvicinò tenendogli una freccia puntata addosso. Minuscole rune brillavano sulla punta, segno evidente che il dardo era intriso di magia, e la corda dell’arco era molto tesa: se lo avesse colpito da quella distanza, lo avrebbe ridotto in poltiglia.
Subito dietro Skadi, si fece strada una seconda donna. Loki la scrutò con attenzione: alta, con lunghi capelli biondi che non riuscivano a nascondere del tutto le spalle mascoline. 
Loki indugiò sull’armatura e sullo spadone che portava dietro la schiena. Solo quando i suoi occhi scrutarono quelli chiari e freddi di lei, la riconobbe. 
«E così il vecchio Odino ha fatto scomodare anche te, Hervör.» 
La valchiria si limitò a fissarlo, e Loki sentì un brivido corrergli lungo la schiena: da quegli occhi sembrava non trasparire nessuna emozione. 
Quando fu chiaro che nessun altro doveva unirsi al gruppo, Loki si schiarì la voce. 
«Potrei sapere perché sono qui, e perché Odino ha mandato voi?»
«Odino non ha tempo per te, idiota!» grugni Skadi, prima che Freyja la zittisse alzando una mano nella sua direzione.
«Odino si scusa di non essere potuto venire di persona, ma è stato trattenuto» disse la dea della bellezza, per poi fare un cenno alla valchiria. 
Hervör le porse una piccola sacca che la dea consegnò a Loki. Da qualche parte, nascosto tra gli alberi, Huginn gracchiò.
«Che cos’è?» chiese Loki allungando la mano. 
«Guarda tu stesso» rispose Freyja, sorridendo.
Loki scrutò le tre donne per un istante. 
Fu quasi tentato di gettare a terra tutto e andarsene, ma la curiosità lo trattenne: slegò i lacci e sbirciò dentro.
«E questo cosa significa?» chiese, piantando lo sguardo in quello pacato di Freyja.
«Sono le mele magiche di Idun.» 
«Le vedo» Loki era confuso. «Perché mi state dando una sacca piena di mele magiche?»
«Non sono per te, idiota» si intromise Skadi. Freyja le lanciò un’occhiataccia
«Odino sa che sei entrato di nascosto nel suo palazzo e che hai già provveduto a prendere le mele: la figlia di Idun ti ha visto.» 
Freyja, dopo aver parlato, lanciò una seconda occhiata a Skadi. Poi proseguì.
«Come ti ha detto Skadi, non sono per te.»
«E allora perché le state dando a me?»
«Odino vuole che le consegni a Hel in cambio di un messaggio. Una volta che avrai udito le sue parole, dovrai riferirle a Muninn» alzò gli occhi al cielo per indicare il corvo. «A proposito: qui vicino c’è un passaggio che ti porterà direttamente nel regno di Hel. Lo riconoscerai; apparirà ai tuoi occhi come l’ingresso di una caverna. Muninn ti guiderà lì.»
«E non avete pensato che così facendo, anche io verrò a conoscenza del messaggio di Hel?» chiese Loki, mentre le tre donne si voltavano per andarsene. «Perché, visto che Odino si fida così tanto di voi, non vi ha mandate direttamente da Hel invece di coinvolgere me?»
«Il Padre di Tutti ha le sue ragioni» rispose Freyja, sistemando sulle spalle il mantello di piume di falco.
Le tre donne si allontanarono di qualche passo in direzione della foresta, poi Hervör si voltò, incontrando gli occhi di Loki: quest’ultimo ebbe la sensazione che il sangue gli si stesse gelando. 
«Non osare disobbedire» disse la donna. «Tutti noi lo verremmo a sapere. Saresti braccato come un animale.»
Loki annuì, mentre Hervör raggiungeva le compagne e si dileguava nella notte. 
Ripensò allo spadone a due mani che Hervör teneva legato con noncuranza sulla schiena. 
Capì di non avere scelta: senza indugiare oltre, alzò gli occhi al cielo e fischiò per attirare l’attenzione del corvo. 
«Andiamo, Muninn!» gridò al vento. «Portami a questa caverna.»



^-^

6 commenti:

  1. I commenti nei pensieri di Loki sono uno spettacolo! XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono contenta che ti siano piaciuti :D

      Elimina
  2. Okay, smetto di leggere (cosa difficilissima credimi) sennò mi fiondo a leggerlo tutto e per ora non posso farlo, accidenti >-<
    Comunque, un grandissimo in bocca al lupo Giada!!! :D

    RispondiElimina