martedì 29 settembre 2015

Teaser Tuesday #87

Buon martedì, lettori! :)
Oggi è giorno di "Teaser Tuesday", rubrica ideata dal blog Should Be Reading.  
Di cosa si tratta?  Bisogna aprire una pagina a caso del libro che si sta leggendo e trascrivere un breve brano. Trovo che la rubrica sia molto simpatica, soprattutto perché spesso permette di farsi un'idea di un particolare libro o del modo di scrivere dell'autore.


Letty era da sola nella sua camera da letto vuota. Ci era voluto tutto il giorno, ma con l'aiuto di Sara era riuscita a liberare l'appartamento, abbandonando i mobili vecchi in una pila vicino ai cassonetti e riempendo la macchina dell'amica di borse e vestiti, giocattoli e libri. Sara se n'era andata con il primo carico, lasciando Alex e Luna a sorvegliare il secondo per proteggerlo dalla signora Starks, che li osservava dalla sua sedia da giardino. Lui aveva già dovuto salvare la sua trapunta dal «negozio» della vicina, quindi era in massima allerta. Letty osservava dalla finestra lo zelo del figlio e Luna che saltava da una scatola all'altra, mentre la signora Starks continuava ad alzarsi e sedersi. Alex teneva d'occhio entrambe, fingendo di giocare a Guerre Stellari con la sorella e brandendo un bastone di scopa come una spada laser ogni volta che la signora Starks si avvicinava troppo alle loro scatole.
Letty aveva detto ad Alex di dover fare un controllo finale, ma in realtà era rientrata in casa per l'ultimo saluto. A parte qualche notte passata da Sara o in cui era sgattaiolata fuori con Wes, aveva trascorso tutta la sua vita in quella cameretta, e ovunque c'erano le sue tracce: impronte delle dita punteggiavano la finestra e le pareti bianche, macchie lasciate da scarpe in ogni misura formavano un reticolo sulla moquette. Osservò dalla finestra la stessa vista che vedeva da bambina oltre le sbarre della culla. Lei non se ne ricordava, ma al padre piaceva raccontare la storia di quando era andato a prenderla dopo il sonnellino e l'aveva trovata in piedi che indicava gli aeroplani. «Uccelli rumorosi», aveva detto quando Enrique l'aveva presa un braccio, e per tutta la sua infanzia, ogni volta che un aereo passava rombando particolarmente forte, suo padre o sua madre alzavano lo sguardo da qualunque cosa stessero facendo e ripetevano il suo commento: «Uccelli rumorosi».

Da "Le ali della vita" di Vanessa Diffenbaugh

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