venerdì 4 marzo 2016

Recensione: "La fabbrica delle meraviglie" di Sharon Cameron

Titolo: La fabbrica delle meraviglie
Autore: Sharon Cameron
Editore: Mondadori
Prezzo: 17,00
Data di pubblicazione: 27 Gennaio 2015

In una notte di nebbia Katharine arriva in una misteriosa tenuta vittoriana con l'incarico di controllare che l'eccentrico zio George non stia dilapidando il patrimonio di famiglia. Convinta di incontrare un uomo sull'orlo della follia scopre invece che lo zio è un geniale inventore e sostenta una vivace comunità persone straordinarie come lui, salvate dai bassifondi di Londra. Aiutato dal giovane e affascinante Lane, George realizza creazioni fantasmagoriche: pesci meccanici, bambole che suonano il pianoforte e orologi dai mille ingranaggi. Ma Katharine comprende ben presto che una trama di interessi oscuri minaccia il suo mondo pieno di meraviglie e, forse, il destino di tutta l'Inghilterra.

"La fabbrica delle meraviglie" è il primo volume di una serie ambientata nell'800 in Inghilterra, che promette di unire romanzo storico, steampunk, e romance.
Katharine è diciassettenne di origini nobili che, sotto la tutela di una zia dispotica, viene spedita nella magione dello zio Tully per controllare che sia tutto in ordine: infatti, la zia di Katharine sospetta che il signor Tully sia affetto da demenza e che stia dilapidando tutto il capitale della famiglia. 
Una volta arrivata là, Katharine si troverà ad affrontare qualcosa di inaspettato: lo zio Tully è sì molto particolare, ma grazie alla sua passione ha dato lavoro a centinaia di persone. Katharine si trova così divisa tra l'obbligo di raccontare tutto a sua zia per preservare la sua precaria posizione all'interno della famiglia, e il desiderio di lasciar inalterata la situazione nei possedimenti di Tully, in modo da far vivere in pace e serenità sia tutti gli operai, sia il suo stravagante zio.

Avevo delle aspettative molto alte per questo romanzo, soprattutto perché non vedevo l'ora di leggere uno steampunk che, almeno dalla trama, sembrava molto particolare. A conti fatti, però, credo che questo romanzo non sia nemmeno classificabile come steampunk. Ci sono pochissimi elementi di questo genere, e alla fine per me "La fabbrica delle meraviglie" è più uno storico/ucronico con uno spruzzo di romance.

Tutto sommato la storia mi è piaciuta e ho apprezzato i personaggi principali. Katharine evolve molto nel corso della narrazione, e piano piano il lettore impara a conoscerla per quello che è: una ragazza di buon cuore ma piena di dubbi e paure, che però verranno poi sostituiti da una grossa forza d'animo. Anche il personaggio dello zio Tully mi è piaciuto. Ho adorato il modo in cui l'autrice è riuscita a descrivere questo personaggio così particolare: Tully è infatti autistico, è un genio chiuso in se stesso.

Purtroppo però ho trovato la narrazione estremamente lenta, soprattutto nella prima parte. Nella prima metà del libro non succede praticamente nulla, e gli avvenimenti rilevanti vengono relegati alle ultime pagine del romanzo. Per questo motivo non sono riuscita ad appassionarmi davvero a questa storia, che secondo me poteva dare molto di più. In ogni caso il romanzo si è rivelato abbastanza piacevole, per cui credo che in futuro darò un'altra possibilità a questa autrice e leggerò il seguito.

★★★☆☆

2 commenti:

  1. Ho finito da poco di leggerlo in lingua originale, ed in effetti all'inizio è un po' lento, non solo, in lingua all'inizio è anche difficilino, poi migliora.

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    1. Spero che il secondo volume sia un po' più movimentato, in effetti! XD

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