venerdì 13 maggio 2016

Recensione: "Abaddon" di Giuseppe Menconi

Titolo: Abaddon
Autore: Giuseppe Menconi
Editore: Antonio Tombolini Editore (Vaporteppa)
Prezzo: 4,99
Data di pubblicazione: 15 dicembre 2014

Il maggiore William Boore è un eroe di guerra.
Il maggiore William Boore è un codardo.

Sono passati due anni da quando William ha causato la morte di tutta la sua squadra e, per puro caso, è divenuto un eroe. Da allora è stato assegnato a sorvegliare Abaddon, la colossale astronave nera che da sessant’anni rimane sospesa tra il Golden Gate e Alcatraz, senza comunicare, inaccessibile.
Abaddon è divenuto un luogo per suicidi, disperati che si lanciano dal Golden Gate contro gli scudi di energia dell’astronave, convinti di venire portati altrove invece di essere disintegrati.

Molti pensano che gli alieni siano tutti morti e l’astronave sia solo una tomba. William lo spera: vuole passare qualche anno tranquillo, divenire tenente colonnello e finire dietro una scrivania senza rivedere più un combattimento, pensando solo alla moglie e al figlio.
Ma, un giorno, gli scudi di energia si abbassano. William, con la sua squadra, dovrà entrare e affrontare gli orrori di Abaddon, assieme al pericolo più grande di tutti: sé stesso, un ufficiale che ha perso la capacità di comandare e di vincere.


Sono ormai sessant'anni che la misteriosa astronave Abaddon giace immobile accanto al Golden Gate, e il maggiore William Boore spera con tutte le sue forze che quel mostro di metallo rimanga lì, privo di vita, per qualche altro decennio. Perché, dopo aver combattuto nei luoghi più pericolosi della terra e aver causato la morte dei suoi compagni e di suo fratello, William non vuole altro che vivere in pace con sua moglie e veder crescere il suo bambino. Tutti lo credono un eroe, e solo lui conosce la verità. Se non fosse stato per la sua vigliaccheria, ora la sua squadra e suo fratello sarebbero ancora vivi?
I sogni di pace di William, però, vengono infranti quando all'improvviso Abaddon si risveglia dal suo lungo sonno. Il maggiore, insieme a una squadra di soldati scelti, sarà costretto a entrare all'interno dell'astronave.

Ho letto "Abaddon" qualche settimana fa, tutto d'un fiato. Ho apprezzato molto lo stile dell'autore, che ho trovato molto diretto e allo stesso tempo curato. Le scene sono tutte descritte in maniera egregia, sia quelle più riflessive che quelle d'azione.
La prima parte del romanzo è permeata da un senso di mistero, che "esplode" nella seconda parte, puramente d'azione, appunto.
Il personaggio del maggiore William Boore non è affatto scontato: non è il classico eroe dei romanzi, ma un uomo impaurito, vigliacco, meschino e disposto a tutto pur di tornare dai suoi cari.
Mi sono piaciuti molto anche i vari rimandi alla mitologia norrena, che però non avevo afferrato finché non ho letto le note dell'autore (a parte il riferimento a Odino, ma quello era facile :P).
Le parti horror sono descritte davvero benissimo, e giuro che ho avuto gli incubi per giorni. Unica piccola pecca è però, secondo me, il fatto che proprio queste scene horror a lungo andare diventino un po' ripetitive.

Un romanzo d'esordio scritto molto bene, a cavallo tra fantascienza e horror, e con un protagonista fuori dagli schemi.
★★★★☆

2 commenti: