giovedì 29 settembre 2016

Recensione: "L'amore arriva sempre al momento sbagliato" di Brittany C. Cherry

Titolo: L'amore arriva sempre al momento sbagliato
Autore: Brittany C. Cherry
Editore: Newton Compton
Prezzo: 9,90
Data di pubblicazione: 21/04/2016


Ashlyn Jennings è una studentessa modello. Ama follemente leggere, soprattutto i drammi di Shakespeare, dentro i quali, spesso, cerca risposte alle domande che la vita le pone. E adesso di punti interrogativi ne ha molti, dato che ha appena perso sua sorella gemella e, come se non fosse abbastanza, sua madre è caduta in una grave depressione. Ashlyn deve andare a vivere con suo padre e la sua nuova famiglia nel Wisconsin. La devasta anche solo l'idea di trascorrere l'ultimo anno di scuola lontana dai compagni di classe, ma non può che fare le valigie. In viaggio verso la sua nuova casa inciampa, però, in un paio di bellissimi occhi verdi e il magnetismo di quello sguardo non è facile da cancellare. Daniel Daniels è un uomo distrutto. Ha subìto due grandi perdite nella sua vita e sta cercando di rimettersi in sesto. Pensa a tutto meno che a trovare l'amore, ma l'incontro con Ashlyn è qualcosa che va oltre le semplici leggi della chimica. Entrambi cercano di dimenticare quello che hanno provato quel giorno, finché non si "scontrano" a scuola, dove essere allieva e professore non facilita affatto le cose...


Io non sono una grande amante dei romanzi rosa, né tantomeno di quelli del filone new adult. Però a volte, tra un romanzo fantasy e l'altro, mi piace anche staccare la spina e dedicarmi a qualcosa di più leggero e, perché no, anche romantico.
Ragion per cui non mi aspettavo di certo di leggere un capolavoro, quando ho iniziato "L'amore arriva sempre al momento sbagliato". Il problema, però, è che mi sono ritrovata tra le mani una totale ciofeca.

La protagonista del romanzo è la diciannovenne Ashlyn Jennings che, dopo la morte della sorella gemella, si trasferisce in un'altra città e va ad abitare col padre, che lei non vede da anni. Qui conosce  un ragazzo e se ne innamora, ma poi si scoprirà che Daniel, il ragazzo in questione, è il suo professore di inglese a scuola. In più Ashlyn scopre che la sorella, prima di morire, le ha lasciato una serie di lettere che dovrà leggere soltanto in determinate occasioni della sua vita.
 Queste sono le premesse, non troppo originali, su cui si basa la trama. Perché dico che sono poco originali? Bene, andatevi a leggere la sinossi di "I cento colori del blu" di Amy Harmon e quella di "P.S.: I love you" di Cecelia Ahern. "L'amore arriva sempre al momento sbagliato" è, in pratica una fusione mal riuscita tra questi due romanzi.
Però si sa, il rosa è un genere che gira intorno a determinati cliché, quindi raramente riesce a essere davvero originale. Ma, anche se lasciamo stare il fatto che la Cherry ha preso le due principali idee della sua storia da altri romanzi, secondo me questo libro fa acqua da tutte le parti.
Ho trovato lo stile di scrittura davvero scialbo; e ci sono interi capitoli in cui non succede assolutamente nulla, specialmente nella parte centrale del libro.
In più, i personaggi hanno dei comportamenti che rasentano l'idiozia più totale, e la trama non riesce a reggersi in piedi.
Volete qualche esempio?
Ok. L'avete chiesto voi, eh.
Verso la prima parte del romanzo, dopo che Ashlyn si è trasferita da suo padre, la ragazza decide di andare a un concerto in un locale. Entra, ma subito viene presa dallo sconforto perché pensa alla sorella, e così esce di corsa, in lacrime. Arriva Daniel, il protagonista maschile che lei ha solo intravisto una volta sul treno, e che decide di fare un bel gesto: dopotutto Ashlyn ha bisogno di soffiarsi il naso e asciugarsi gli occhi. Cosa farebbe una persona normale? Cosa fareste voi? Per quanto mi riguarda, io entrerei nel locale, prenderei un fazzoletto o un tovagliolino di carta e lo porterei ad Ashlyn. Daniel invece cosa fa? Bene, lui prende un coltello dalla tasca dei jeans, lo usa per strapparsi la manica della maglietta e gliela porge.
Ecco, questa cosa dovrebbe essere romantica, ma per me è solo inquietante. Immaginate di essere al posto di Ashlyn: se uno sconosciuto vi si avvicinasse, tirasse fuori un coltello e si strappasse una manica davanti a voi, che cosa fareste? Io scapperei a gambe levate, ma non prima di avergli tirato un calcio tra le gambe per assicurarmi di non essere seguita dal matto.
Ma poi, chi cavolo è che va in giro coi coltelli in tasca? Rambo?
Altri esempi?
Alla fine del romanzo, Daniel, Ashlyn e Ryan, il fratellastro di Ashlyn, si trovano a casa di Daniel. Ryan sta piangendo, e così Daniel e Ashlyn cosa fanno? Prendono un fazzoletto, dello scottex o della carta igienica? No! Daniel prende il solito coltello, lo porge ad Ashlyn e le dice "sai cosa devi fare". E niente, lei si taglia una manica e la porta a Ryan per farglici soffiare il naso. Io non ho parole.
Ah, Ashlyn si trasferisce da suo padre, e scopre che lui si è risposato e vive con la nuova moglie e con i due figli di lei solo quando entra in casa. Possibile che non sapesse niente della vita del padre, o che nessuno l'avesse quantomeno avvertita, prima di farle cambiare casa, vita e città?
E poi ancora, Ashlyn odia i vegani e i vegetariani, ma sospetto che sia per colpa di un pregiudizio dell'autrice. La ragazza, ad esempio, prende un piatto di "insalata vegana del cazzo" (è scritto testualmente così) e la spacca in testa a un "coglione". Boh. Da notare che il tizio è coglione perché vegano.
Sempre per rimarcare l'odio della Cherry nei confronti di chi non mangia la carne, il primo giorno nella nuova casa Ashlyn scopre che Hailey, la sua sorellastra, è vegetariana. Ashlyn non apre bocca, ma noi lettori che possiamo leggere i suoi pensieri scopriamo che nella testolina della ragazza stanno passando tante, ma tante tante prese in giro.
Eppure, il giorno dopo a scuola Hailey prende dalle mani di Ashlyn il vassoio che lei stava portando al tavolo della mensa e che conteneva pasticcio di pollo, e glielo getta a terra gridando: "Non mangiarlo! Non è vera carne!" Ecco, questa cosa mi ha lasciata perplessa. Prima di tutto, se una persona prendesse il mio vassoio e lo gettasse a terra io la prenderei a testate, ma poi, se sei vegetariana perché, come Hailey, non vuoi che gli animali vengano uccisi, perché ti preoccupi che quella che Ashlyn ha nel piatto non sia vera carne? Io non capisco. No, davvero. Spiegatemi.
Ciliegina sulla torta, Ashlyn e Daniel pomiciano regolarmente ("pomiciano" è un eufemismo, sono momenti soft porno) sulla tomba dei genitori di Daniel. Boh, ma non è inquietante?

E in realtà ci sarebbero tantissime altre cose da dire, ma, se ne avete il fegato, lascio a voi scoprirle. Per quanto mi riguarda, questo è il libro più brutto che ho letto quest'anno, e probabilmente è anche uno dei peggiori che io abbia mai letto in generale nella mia vita. Addio Brittany C. Cherry, a mai più rivederci.

★☆☆☆☆


16 commenti:

  1. Giadaaaaaaaaaaa! XDDDDDD
    Vogliamo degli altri esempi u.u
    No, scherzo ahahahh
    Comunque non so se lo leggerò. Mi piace tanto la cover, però.

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    1. Leggilo, così ci scambiamo gli esempi XD

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  2. Anche a me non è piaciuto molto, troppo tragico!

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    1. In effetti ora che mi ci fai pensare, mi sono dimenticata di scrivere che è davvero troppo tragico. A ognuno dei personaggi sono successe talmente tante cose che non so come non si siano suicidati in massa, e il risultato è davvero grottesco oltre che comico!

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  3. Non credo che leggerò mai questo libro ma in compenso la tua recensione mi è piaciuta un sacco, sto ancora ridendo per "l'insalata vegana del cxxxo" XD
    C'è veramente scritto così?? Proprio zero pregiudizi l'autrice eh!?

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    1. Ahahah sono contenta che almeno ti ho fatto ridere! :P Ti giuro, c'è scritto proprio così!

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  4. Quando ho letto questo romanzo ho pensato: Bah...ok...questa scrittrice non ha mai vissuto un lutto.
    I protagonisti subiscono un lutto dopo l'altro e non ho sentito trasparire dalle pagine nessuna profondità, nessuna sofferenza, nessun forte tormento interiore, solo tanta tanta superficialità...

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    1. Hai assolutamente ragione, è tutto trattato con estrema superficialità nonostante i temi trattati!

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  5. La cosa dei fazzoletti mi ha stesa, giuro, ma devo ammettere che un pacchetto di fazzoletti di carta non ha la stessa aura melodrammatica del tagliarsi la manica con un coltello. Cosa applicabile, tra l'altro, solo in determinate situazione: sai che fastidio soffiarsi il naso o asciugarsi la faccia nella lana o in un simil-seta?

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    1. Ahahahaha, in effetti hai ragione su tutta la linea XD

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  6. Ma anche no! >-< Starò mooolto alla larga da questo romanzo... i fazzolettini fai da te resteranno nella storia però XDXD

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    1. Sì, la storia dei fazzoletti è epica XD

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  7. Ciao Aenor, per fortuna ancora l' ho letto XD... Mi sono evitata uno scempio, un errore, una grandissima perdita di tempo, eppure c'è stato un periodo che lo volevo leggere ( poi sono rinsavita)... Quel voto ci sta tutto secondo me XD!
    A presto

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  8. Ciao Aenor, non è un libro che avevo sott'occhio in questo momento, dalla tua recensione comunque sembra proprio sia meglio che mi giri in ogni caso dall'altra parte xD

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